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Escursioni a piedi



IL CENTRO STORICO DI COMACCHIO

Percorso lungo i canali e le strade del centro, alla scoperta di architetture monumentali, musei e tradizioni

È particolarissima la struttura urbana di Comacchio, cittadina seicentesca che affonda le sue radici nella notte dei tempi. Le origini, risalenti al VII/VIII secolo d.C., raccontano di una città nata su tredici isolette, da sempre legata al pesce e al sale, e strettamente dipendente da quella immensa distesa d’acqua salmastra che da Comacchio prende il nome: le Valli.
Visitando Comacchio non si potrà non rimanere affascinati dai ponti monumentali, dai canali e dalle architetture storiche, dal Porticato dei Cappuccini e dalla Cattedrale di San Cassiano, dalla Loggia del Grano e dall’Antica Pescheria. Da non dimenticare i principali musei cittadini: il Museo della nave romana, dedicato al carico di un’imbarcazione romana risalente al I secolo a.C., e la Manifattura dei Marinati, l’antica fabbrica in cui scoprire l’arte della pesca e la lavorazione dell’anguilla, la signora di queste valli.









Durata: min. 1,5h – max 3,5h





LA MILLENARIA ABBAZIA

Visita alla Basilica di Santa Maria, la pregevole abbazia benedettina di Pomposa

Pomposa nacque nell’VIII secolo come piccolo eremo fra le valli, nella cosiddetta insula pomposiana compresa fra il Po di Volano a sud, il Gaurus ad ovest (oggi scomparso) e il ramo dell’Abate a nord. La prima fase del cenobio benedettino ebbe poca risonanza nel contesto storico italiano, fino alle soglie dell’anno Mille, quando Pomposa divenne rapidamente ricca e celebre. A quest’epoca risale infatti la grande stagione edilizia del meraviglioso romanico pomposiano, ancora oggi conservato nella basilica a tre navate, poi affrescata nel XIV secolo da artisti della scuola bolognese, e nel bellissimo campanile in stile romanico, innalzato nel 1063. Il complesso monastico, inoltre, presenta la Sala del Capitolo e il Refettorio, entrambi decorati con affreschi del XIV secolo, e il Palazzo della Ragione.
Attorno alla prima metà del XI secolo, due Guido segnarono la storia del convento: il primo, della famiglia ravennate degli Strambiati, abate dal 1008 al 1046, avviò l’abbazia verso il periodo di maggior prosperità; il secondo, semplice monaco, oggi è conosciuto in tutto il mondo come Guido d’Arezzo, il celebre inventore della moderna notazione musicale.









Durata: min. 0,5h – max 1,5h





IL CASTELLO ESTENSE E LE ARCHITETTURE IDRAULICHE

Il Castello di Mesola e le antiche chiuse idrauliche nelle terre di bonifica

Delizia con la quale Alfonso II d’Este, ultimo duca di Ferrara, celebra la propria magnificenza. Realizzato tra il 1578 e il 1583, il Castello, grandioso e imponente, presenta pianta quadrata, con torri merlate agli angoli, pur quadrate ma disposte a quarantacinque gradi. Luogo di delizia per la corte durante le battute di caccia dell’autunno e le feste della primavera, e presidio difensivo in zona di confine, il Castello di Mesola era cinto da oltre 12 chilometri di mura che racchiudevano paludi e boschi. Oggi, vi trova sede il Centro di Educazione Ambientale, con una sezione interamente dedicata al Museo del Cervo.
A pochi chilometri si incontra il Boschetto di Santa Giustina, ciò che resta della parte orientale della tenuta Estense di Mesola, che si estendeva sino al mare: è visitabile a piedi lungo i sentieri indicati.
Si consiglia la visita alle poco distanti chiuse idrauliche che regolavano il deflusso a mare delle acque interne delle terre bonificate dagli Estensi: Torre Abate (sec XVI-XVII), inserita nella cinta muraria della tenuta di Mesola, dotata di un sistema di porte vinciane che si chiudevano automaticamente nelle fasi di alta marea; Torre Palù (sec. XVIII), costruita per garantire lo scolo a mare del Canal Bianco.

Itinerario percorribile a piedi e in bicicletta








Durata: min. 1,5h – max 2,5h





IL GRAN BOSCO DELLA MESOLA

Percorso all’interno del Gran Bosco della Mesola, rifugio di cervi e daini

Il Gran Bosco della Mesola si insedia su cordoni dunosi emersi dal mare a partire dal XII secolo in seguito all’avanzamento della linea costiera. I suoi 1058 ettari rappresentano il lembo residuo di un esteso complesso di foreste che, nel medioevo, dominava tutta l’area costiera padana. Dell’area, 222 ettari sono destinati a Riserva Integrale Bassa dei Frassini Balanzetta, dove gli alberi sono lasciati degradare naturalmente. Oltre all’area boscata, sono presenti due ambienti di grande importanza naturalistica, accessibili solo con autorizzazione: l’Elciola, area caratterizzata da un’ampia radura e da un laghetto di 7 ettari, e il Parco delle Duchesse, bellissimo prato di muschi e licheni dove, si dice, in epoca estense sostassero cavalieri e duchesse. Dal 1954 è un bene del Demanio gestito dal Corpo Forestale dello Stato e dal 1977 il Bosco è Riserva Naturale. La vegetazione è tipicamente mediterranea, dominata dal leccio, dal frassino e dal pioppo, dai pini nella zona a ridosso del mare; tra le specie animali di rilievo si annoverano il cervo “delle dune”, unica popolazione autoctona discendente del cervo italiano, il daino, il ghiro e il tasso.






Durata: min. 1,5h – max 3,5h

Sentieri naturalistici percorribili a piedi e in bicicletta

Possibilità di noleggio biciclette

Consorzio Navi del Delta
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